Via Adriano Fiori, 1 – Casinalbo (Formigine), MO
Nel 1890 Casinalbo aveva bisogno di un nuovo edificio di culto, così il parroco di allora, Don Tommasi, che ospitava il suo caro amico Don Lamborghini, chiese a quest’ultimo, un aiuto per un nuovo progetto architettonico : la Chiesa di Casinalbo. Il progetto consisteva sostanzialmente nel mantenere in parte la vecchia chiesa, consolidarla per mezzo di pilastri destinati a sostenere il tetto centrale, mentre alle bande sarebbero state create le due navate laterali con le cappelle predisposte per accogliere altari e confessionali. Il disegno riscosse le lodi di tutti, per la sagacia con cui l’obbiettivo era stato brillantemente raggiunto con la minor spesa possibile, ma irritò i malevoli i quali accamparono il pretesto che la direzione tecnica non era qualificata, ma le acque si calmarono da lì a poco grazie all’intervento e alla disponibilità dell’ingegnere Cesare Manzini che tacitò il pregiudizio di incompetenza tecnica. Ma nonostante i numerosi complimenti indirizzati al progetto, il disegno iniziale non fu quello definitivo: la convivenza fra l’edificio vecchio e quello nuovo creavano problemi e le fondamenta non reggevano. Dopo varie idee fornite da più esperti si arrivò a una conclusione decisiva: si doveva demolire tutta la costruzione cinquecentesca.Ma dallo scavo della “marna” era rimasta una profonda buca sotto il presbiterio, si decise così di ricavarci una cripta da cui prese vita in seguito la “Chiesa Bassa”.
Descrizione
Il quadro dell’Assunta con gli angeli agli angoli scolpiti da Ermenegildo Luppi
Da segnalare all’interno delle chiesa, la metà superiore di una pala d’altare raffigurante Geminiano di Modena sorretto dagli Angeli, che, prima di essere tagliata orizzontalmente, raffigurava il Santo nell’atto di sporgersi sulla città di Modena. La figura di San Geminiano apprezzabile per la qualità pittorica è attribuita all’attività matura del pittore modenese Francesco Stringa (1635-1709), la cui produzione si rivolge alla grande tradizione pittorica emiliana (i Carracci, Guercino, Lanfranco).
La chiesa di Casinalbo fu soggetta, almeno fino alla fine del Trecento, alla Pieve di Cittanova, da cui dipendeva anche la chiesa di Formigine.[2] L’edificio fu completamente ristrutturato nel 1521. Verso la metà dell’Ottocento si intrapresero diversi lavori di rinnovamento. Fu mozzato il campanile, che minacciava di crollare e, alla fine del secolo, si ricostruì l’antico edificio per volontà dell’allora parroco don Giuseppe Tommasi Mazzi. Il campanile, per mancanza di fondi, è stato ricostruito solo nel 1960.[3]





